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Bici gravel usate: come scegliere il modello giusto

La scelta di una bici gravel dipende soprattutto dal terreno e dal tipo di utilizzo. Le gravel racing privilegiano velocità e prestazioni, le adventure sono più adatte a bikepacking e lunghe distanze, mentre i modelli più versatili funzionano bene sia su asfalto sia su sterrato.

Le principali tipologie di bici gravel

  • Gravel Racing: è un modello di telaio pensato per la miglior prestazione possibile. Ha un telaio più compatto e sbilanciato in avanti, per una posizione più racing, ed è realizzato in carbonio con formulazioni che puntano su rigidità e leggerezza. Il manubrio è stretto e gli pneumatici solitamente non superano i 40 mm di larghezza, così da favorire leggerezza e scorrevolezza.

  • Gravel Adventure: questo tipo di bici è pensato per i lunghi tragitti, dove la cosa più importante è la comodità. Il telaio ha misure più comode e rialzate e può essere in alluminio, acciaio o anche in carbonio, ma con formulazioni meno estreme rispetto alla versione racing. Il manubrio può avere una presa più larga e rialzata e ci sono più punti di attacco per le borse da viaggio. Anche gli pneumatici sono più larghi, fino a 50 mm, per assorbire meglio le sconnessioni e aumentare il comfort.

  • Gravel Tuttofare: è un modello di mezzo tra le altre due impostazioni e si può personalizzare in base all'uso che se ne vuole fare. Se viene orientata verso il racing, per qualche gara, si ottiene comunque una bici di ottima qualità ma non estrema. Se invece viene preparata per un viaggio, grazie a pneumatici più larghi e a un telaio meno rigido, diventa una bici completa e adatta a più situazioni.

Trasmissione: mono corona o doppia corona

Le trasmissioni gravel moderne sono disponibili soprattutto con 11, 12 o 13 velocità, a seconda del gruppo e della fascia di prezzo. Le configurazioni monocorona privilegiano semplicità, leggerezza e un'ampia gamma di rapporti, mentre le doppie corone permettono generalmente una progressione più ravvicinata tra un rapporto e l'altro.

700c o 650b: che ruota scegliere

Una gravel si usa sia su sterrato che su asfalto: su asfalto la scorrevolezza sarà comunque inferiore a quella di una bici da corsa, ma molto dipende anche dal tipo di pneumatico montato. Alcuni pneumatici hanno pochissima tassellatura e risultano più scorrevoli su asfalto, anche se meno gestibili sullo sterrato e più soggetti a forature. Il diametro ruota 700c va bene per quasi tutto, ma soprattutto fino a una certa larghezza di pneumatico. Per larghezze maggiori è consigliato il 650b, pensato apposta per montare gomme più larghe e quindi più orientato verso l'uso adventure.

Cosa controllare quando si compra una gravel usata

Quando si acquista una bici gravel usata è importante controllare telaio, trasmissione, ruote, freni e pneumatici.

Le cose principali da verificare sono l'usura dei componenti del gruppo cambio: catena allungata e pignoni consumati sono i primi a dover essere sostituiti. Vanno controllati anche i cuscinetti delle ruote e del movimento centrale, facendoli girare a mano, con la bici sollevata oppure smontando la singola ruota, per sentire se c'è forzatura o se stridono, segno di usura o di cuscinetti da cambiare.

Segni e graffi sulla vernice sono normali su una gravel usata, ma è importante controllare che non siano profondi: potrebbero aver compromesso l'integrità del telaio.

I percorsi gravel adventure più famosi

Vuoi fare il Cammino di Santiago in bici, o un altro viaggio lungo su sterrato e asfalto? Ecco cinque percorsi tra i più scelti da chi fa bikepacking, e il tipo di gravel più adatto per affrontarli.

  • Cammino di Santiago: un misto di sterrato, sentieri e tratti di asfalto, con dislivelli non estremi ma giornate lunghe in sella per diverse settimane. Qui conviene una gravel adventure con geometria comoda e molti punti di attacco per le borse, così da poter caricare tutto l'occorrente senza rinunciare al comfort sulle lunghe distanze.

  • Transcontinental Race e Atlas Mountain Race: percorsi molto più estremi, pensati per chi affronta migliaia di chilometri anche in autosufficienza, spesso su terreni difficili e con dislivelli importanti. In questo caso serve una gravel adventure robusta, con pneumatici larghi e un telaio pensato per reggere il peso del bikepacking senza cedere sulle lunghe percorrenze.

  • GTA, Grande Traversata Alpina, o Sentiero Italia in bici: percorsi con fondo più tecnico e dislivelli marcati, dove conta soprattutto la gestibilità della bici sullo sterrato. Qui conviene orientarsi su una gravel adventure con ruote 650b, che permettono di montare pneumatici più larghi per assorbire meglio le sconnessioni del terreno.

  • North Cape 4000: un attraversamento lunghissimo che porta dall'Italia fino a Capo Nord, in Norvegia, quasi tutto su asfalto e strade secondarie, con qualche tratto sterrato. Qui la comodità sulle lunghe percorrenze conta più della gestibilità sullo sterrato tecnico, quindi va bene una gravel adventure con ruote 700c, magari con pneumatici poco tassellati per non perdere troppa scorrevolezza sull'asfalto.

  • Haute Route Pyrenees: un attraversamento dei Pirenei tra Francia e Spagna, con fondo molto vario e dislivelli importanti, spesso su sterrati tecnici e sentieri. Qui conviene una gravel adventure robusta, con pneumatici larghi e un telaio pensato per assorbire bene le sconnessioni, così da gestire meglio i tratti più impegnativi in salita e discesa.

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